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Andrea Costa
Il n° 30 di domenica 9 agosto 1885 del settimanale «L’Illustrazione per tutti», edito a Roma dall’editore Edoardo Perino con intenti divulgativi e popolari, si apre con l’articolo di Giacinto Stiavelli sul romagnolo Andrea Costa (Imola, 1851-1910), ritratto in un’incisione dell’artista romano Alessandro Foli. In calce c’è la scritta ‘Deputato del partito socialista popolare’, vera nella sostanza e falsa nella forma. Falsa, perchè non esiste il ‘Partito socialista popolare’: Costa, primo parlamentare socialista nella storia dell’Italia unita, era stato eletto nel 1882 per il Partito Socialista Rivoluzionario Italiano, da lui fondato l’anno prima a Rimini. Vera, perchè Costa incarna il percorso politico che, tra gli anni Settanta e Ottanta dell’Ottocento, anche altri stavano facendo in Italia e in Europa, quello che porta dalle iniziali posizioni rivoluzionarie e insurrezionali di anarchici e internazionalisti a quelle riformiste e parlamentari proprie del successivo movimento socialista. Nell’articolo, Costa viene accreditato come figura autorevole e rassicurante, perciò credibile agli occhi dei lettori di tutti i gruppi sociali a cui la rivista è rivolta: per questo compare il termine ‘popolare’ e scompare ‘rivoluzionario’.