Informativa
Gentile Utente, questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie al fine di rendere i propri servizi il più possibile efficienti e semplici da utilizzare.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Cookie Policy
Il Messico di Giacomo Costantino Beltrami

Giacomo Costantino Beltrami (Bergamo 1779 – Filottrano 1855), è conosciuto soprattutto per la scoperta delle sorgenti del Mississippi nel 1823, mentre è meno noto l’insieme delle sue vicende biografiche. Compromesso per la sua attività filo-francese nel periodo napoleonico, Beltrami parte in esilio volontario dall’Italia restaurata, percorrendo l’Europa centro–settentrionale e successivamente l’America. Oltre alla Louisiana e al Mississippi, tra il 1824 e il 1825 Beltrami visita il Messico nel periodo della rivoluzione che determinerà la proclamazione della repubblica. Nel resoconto di viaggio, che Beltrami pubblica a Parigi nel 1830, molto spazio è dedicato a considerazioni politiche. Proprio per queste, e per la sua posizione marginale rispetto a geografi ed esploratori legati a strutture istituzionali, Beltrami trascorrerà gran parte della sua esistenza nel rivendicare l’importanza delle sue scoperte e la validità delle sue opinioni. La messa all’Indice delle sue pubblicazioni da parte dello Stato Pontificio provocherà un duro colpo alla divulgazione della sua opera. Nell'immagine un monumento di Oaxaca tratto dal volume sull'America del Costume Antico e Moderno di Giulio Ferrario.

Barbara Cattaneo, "Le Mexique" di Giacomo Costantino Beltrami, in «Atti dell'Ateneo di Scienze, Lettere ed Arti di Bergamo», vol. 54, a.a. 1992-93, pp. 337-369.