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Gli almanacchi

Tra la fine del ‘700 e l’inizio del ‘900 gli almanacchi vivono una progressiva evoluzione sintetizzabile nella formula: dalla didattica alla pubblicità. Gli almanacchi sono inizialmente concepiti come utile strumento di alfabetizzazione e diffusione di cognizioni di base sui più svariati argomenti (dall’agraria all’economia domestica, dai rimedi medici alle nozioni geografiche e storiche), in un contesto di economia agraria e proto-industriale come era quello dell’Italia del centro nord tra fine ‘700 e prima metà dell’800. Con il consolidamento del ceto medio e il progressivo affermarsi dell’industria, l’almanacco, accanto al calendario, diventa oggetto da collezionare e da leggere nel tempo libero, occasione per pubblicizzare prodotti e attività commerciali, come dimostrano i ben noti calendari dei barbieri, diffusamente collezionati. Nell'immagine: un calendario del barbiere per il 1912 ispirato al Ballo Excelsior di Luigi Manzotti.

Barbara Cattaneo, Almanacchi!, in «Orobie», n. 17, a. 1992, pp. 32-39.

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