1779-1820 > Gli stampatori Vincenzo e Giacomo Antoine

La vicenda del libraio e stampatore Vincenzo Antoine e del figlio Giacomo, permette di comprendere come questioni politiche, economiche, sociali influenzino e siano influenzate dalla circolazione dei libri e della cultura tra fine ‘700 e primi ‘800. Vincenzo Antoine inizia la sua attività di libraio e poi di editore quando Bergamo è terra di confine della Repubblica di Venezia. I contatti con i Grigioni, facilitati da ragioni geografiche, consentono l’ingresso delle idee rivoluzionarie e illuministe d’oltralpe, veicolate anche attraverso il commercio di libri proibiti dalla censura veneta. Antoine, per convinzioni politiche e per ragioni commerciali, asseconda la produzione e la diffusione di stampa politica nel periodo napoleonico. Antoine è attento anche alle esigenze del ristretto pubblico di studiosi che scrivono, acquistano e leggono opere storiche ed erudite, improntate alla più recente tradizione illuminista. Il controllo della Chiesa favorisce il proliferare di catechismi e libri di devozione. L’avvento del governo austriaco dopo la Restaurazione e la riforma dell’istruzione, offrono a Giacomo Antoine l’occasione per realizzare libri per la scuola, in particolare, di geografia.

Barbara Cattaneo, Editoria a Bergamo tra ‘700 e ‘800. Il caso degli Antoine, in «Atti dell’Ateneo di Scienze, Lettere ed Arti di Bergamo», vol. 60, 1999, pp. 223-234.

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